Bidelli coltelli
Un pronostico sui metal detector a scuola
La mia è una scuola piccola, un po' meno di trecento studenti, più o meno i passeggeri di un Ryan air e mezzo, forse uno e tre quarti.
Ai controlli in aeroporto, una coda di trecento passeggeri viene smaltita in circa 15 minuti, con quattro metal detector, almeno tre addetti (dodici in totale, quindi), un numero enorme di contenitori in plastica, tre monitor. L'operazione viene svolta da abili professionisti.
La mia scuola, nella migliore delle ipotesi sarà dotata di un metal detector dismesso 60 anni fa dalla centrale di Chernobyl (nella peggiore ci verrà chiesto di rilevare la presenza di metalli con il termometro che attualmente usiamo per rilevare la temperatura quando uno studente dice di sentirsi male), che quando lo accendi ti dice che deve aggiornare il software e che l'operazione richiede tre mesi e dodici giorni.
Preposta ai controlli, ci sarà la signora Concettina del piano terra. La fila si congestionerà completamente già al primo controllo. I genitori ne creeranno un'altra, ancora più enorme, per avere dai bidelli i pizzini per autorizzare i figli all'ingresso a seconda o a terza o a ultima ora. I ragazzi, per ingannare l'attesa, si accoltelleranno tra loro in cortile.
Poi succede che la signora Concetta trova un'arma da taglio dentro lo zaino di Salvo Fracco, detto Tumpulata: suonano tutti gli allarmi, vengono convocati d'urgenza nell'androne tutti gli uomini abili alla leva dell'istituto, insegnanti, bidelli, personale Ata, poi anche le donne e i riservisti (prima i docenti di educazione motoria in pensione da meno di 5 anni, poi si procederà alla riesumazione della mia professoressa di greco e latino del liceo e delle sue più arcigne colleghe).
La nostra ardimentosa task force circonda lo studente armato e il suo zaino.
Salvo però ci guarda con aria di sfida e ci dice sfottente: io non vi do niente, anzi manco lo apro lo zaino.
Noi ci consultiamo tra noi cercando di capire se è il caso di provocare il ragazzo, fare in modo che aggredisca uno a caso di noi, in modo da far scattare l'articolo 5 del trattato Nato e poterlo così cafuddare in dieci contro uno, oppure se dobbiamo chiamare la polizia, chiedere a Trump l'invio dell'ICE oppure a Bibi quello del Mossad. Nel frattempo, qualcuno deciderà che è meglio chiamare la preside. La preside urlerà dal telefono: STATE TUTTI FERMI IMMOBILI CHE SENNO PASSIAMO I GUAI! Poi ci illustrerà il suo piano: chiamare la segreteria e chiedere che si invii un TELEGRAMMA di convocazione ai genitori. Partirà un telegramma di convocazione per i genitori di Salvo Tumpulata, i quali però sono domiciliati a Cavadonna per reati contro la persona e contro il patrimonio, dunque impossibilitati a presentarsi. Firmano una delega per il nonno di Salvo, che arriva a scuola, trafelato, con la lapa carica di peperoni a altra ortofrutta raccattata abusivamente dalle rimanenze di raccolto. Il nonno di Salvo, detto Manopesante, chiederà cosa cazzo vogliamo e perché gli abbiamo fatto lasciare il posto al mercato, rifilerà una pedata a Salvo e lo caricherà sul cassone della lapa tra gli altri vegetali, borbottando: TE L'AVEVO DETTO CHE SE TI FOTTEVI DI NUOVO IL MIO COLTELLO TI AZZICCAVO LA SCARPA NEL CULO.
Noi rimarremo attoniti, mentre la responsabile di plesso ci mostrerà il risultato del conteggio delle ore di scuola che dovremo recuperare prima di giugno a causa di questo spiacevole inconveniente: 2 sabati e 1 domenica. Salvo, naturalmente, a scuola non ci tornerà mai più. Diventerà l'autista della lapa del nonno, fino al compimento dei 18 anni, quando il nonno gli regalerà finalmente il suo coltello: ora vai, e campati da solo, disgraziato amaro.

Un mio compagno di scuola, si ruppe una gamba, il chirurgo chiamato amorevolmente spara chiodi, gliene mise 6 ( ne bastavano 4 , però 2 in più per sicurezza) comunque ancora oggi quando passa dal metal detector, lo rimandano indietro. Ha sempre in tasca il referto medico. I ragazzi sono tutti intonsi? Altrimenti sarebbero un guaio.